New Michel8 del 19 Gennaio 2020

Dal Vangelo secondo Giovanni

Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo. In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Gv 1,29-34

Il sottosegretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, oggi è con noi a San Michele. In un’intervista realizzata dalla redazione ceca di Vatican News, il cardinale Michael Czerny si racconta ripercorrendo i momenti più importanti e spesso drammatici della propria vita e dei suoi genitori, che “di rado parlavano” degli anni vissuti durante la II Guerra Mondiale. Un silenzio dovuto al dolore di una storia personale che temevano potesse essere mal interpretata ma anche, per la decisione di impegnarsi a pieno nel costruire una nuova vita in Canada. Tra i ricordi del sottosegretario, anche il dipinto su vetro della “Fuga in Egitto” realizzato dalla nonna e che ispirerà la scelta dell’immagine-ricordo per il giorno della nomina a cardinale. Il Cardinale racconta la storia di sua madre: ha trascorso in prigione e in campo di concentramento un totale di venti mesi. Le fu anche richiesto di lavorare come bracciante agricolo. Nonostante tutto, il suo atteggiamento era quello di considerarsi una persona che aveva avuto la fortuna di sopravvivere alla follia omicida di un regime che non aveva motivi legittimi per perseguitare e giustiziare qualcuno solo per la propria origine. Con la sua arte, mia madre ha invertito quel male. Dalla polvere o dall’argilla, ha scolpito le sembianze di molte persone viventi, sembianze che dureranno a lungo, ben oltre il normale arco di vita di un essere umano perché, ironia della sorte, sono stati cotti in un forno. Il cardinale ricorda la nonna materna, Anna Hayek, dalla grande vena artistica. Tra le sue opere, anche quel dipinto su vetro della “Fuga dall’Egitto”. Sebbene cattolici, con il marito Hans e i due figli, vengono internati nel campo di concentramento di Terezin a causa delle origini ebraiche dei loro antenati. Lei muore ad Auschwitz alcune settimane dopo la fine della guerra, il resto della famiglia molto prima. In tutti gli incontri, il cardinale è sempre rimasto impressionato dal coraggio e dalla fede di coloro che hanno tenuto accesa la fiamma della fede cristiana. Nel 2017 Michael Czerny diventa uno dei due sottosegretari della Sezione vaticana per i migranti e i rifugiati. Il suo stemma mostra una barca con una famiglia di quattro persone rifugiati e altre persone in movimento spesso vanno in barca. La sua famiglia di quattro persone è arrivata in Canada in barca, così l’acqua sotto la barca ricorda l’Oceano Atlantico. La barca è anche un’immagine tradizionale della Chiesa come la Barca di Pietro, che ha il mandato di Nostro Signore di “ricevere lo straniero” (Matteo 25:35), indipendentemente da dove si trovi la Chiesa. Inoltre, come il simbolo del movimento L’Arche, la barca ricorda le opere di misericordia verso tutti coloro che sono esclusi, dimenticati o svantaggiati. Il sole d’oro sopra la barca è il sigillo della Compagnia di Gesù i Gesuiti. E lo sfondo verde è un richiamo all’enciclica di Papa Francesco Laudato si’, che invita tutti noi a prenderci cura del benessere del creato, la nostra casa comune.

Avvisi

Oggi, Domenica 19 gennaio 2020, il Cardinale Michael Czerny è presente presso la Chiesa di San Michele Arcangelo a Pietralata per la presa di possesso.
Papa Francesco ha stabilito che “la III domenica del tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio”. La Domenica della Parola sarà per tutta la Chiesa il 26 gennaio 2020. «L’intenzione è che la comunità si senta esortata a coltivare la familiarità verso la Scrittura soprattutto lì dove la comunità stessa normalmente si ritrova, cioè nella celebrazione domenicale».
Giovedì 30 gennaio 2020 alle ore 21.00 si svolgerà la PREGHIERA COMUNITARIA in Chiesa.

L’ANGOLO DEGLI SQUILIBRATI

Il Cardinale vicario Angelo De Donatis a Settembre 2019 ci ha indicato la via da percorrere: incontrare le persone della nostra parrocchia instaurando relazioni autentiche, ascoltare con un cuore “ospitale” le loro storie per meditarle nella preghiera comunitaria, farsi interpellare dalla sofferenza del prossimo per focalizzare le realtà e le problematiche di Roma, per poi «progettare e realizzare, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, nuove vie di evangelizzazione». E’ stata richiesta l’istituzione di un’équipe composta da presbiteri e laici, per progettare l’ascolto della zona in cui è radicata la parrocchia. All’équipe «sarà affidato il compito di avere cura del progetto pastorale diocesano prendendo concretamente visione delle realtà del territorio. Non si tratta di fare cose ma di vivere da discepoli missionari ed essere profeti che preparano la strada al Signore». L’Equipe è nata, siamo “ Gli Squilibrati ”: Don Gianmarco, Marco, Patrizia, Giulia, Francesca, Matilde, Flavio, Antonio, Nicola, Patrizia. Abbiamo ricevuto il mandato a Settembre nella Basilica di San Giovanni in Laterano, lo abbiamo a nostra volta esteso a tutta la Comunità di San Michele in occasione dell’inizio dell’Avvento. Abbiamo meditato e fatto nostro l’invito del Cardinale: ascoltare non solo con il nostro cuore ma «ascoltare il cuore dell’altro perché nel cuore di ognuno agisce lo Spirito Santo» e vi opera Dio che «per primo ha ascoltato il grido degli abitanti di Roma e oggi manda noi ad ascoltarlo, anche quando è scomodo e difficile» perché quello dell’ascolto «è un cammino che non si esaurisce mai, è come l’amore: senza misura».
Ci siamo messi in cammino, insieme alla Comunità. Vi racconteremo i nostri piccoli passi, vi chiederemo di raccontarci i vostri, condivideremo esperienze ed ascolti.
E’ un invito esteso a tutti: siamo discepoli missionari in ascolto del cuore dell’altro!