New Michel8 del 19 Aprile 2020

“Ho letto l’invito a scrivere un pensiero o un messaggio. Io ti scrivo perché in questo periodo forzato che mi trovo a casa, ho riflettuto molto sul rapporto tra me e Dio. E mi sono reso conto, che in tutti questi anni, io sono stato colpito da un virus…si un virus (dell’essere accettato), un virus (dell’essere scelto tra tanti, specialmente a lavoro), un virus di mettermi in bella mostra cercando di offuscare altri (che sono miei fratelli in Cristo). Questo Virus il Covid-19, come lo chiamano….mi ha fatto vedere l’esigenza di togliermi altri Virus…che ho da più tempo, e che deteriorano il rapporto con Dio e con gli altri. Grazie…”

Claudio Cichella

“La cosa che in questo momento mi manca di più è stare insieme a mio papà, mia mamma, mio fratello con tutte le famiglie insieme, gli amici di sempre. Appena finirà, mi piacerebbe fare una bella infornata di pizza e pane insieme. Stare all’aria aperta, passeggiare, abbracciarsi. Mi è capitato di pensare in precedenza all’aria che respiriamo, alle occasioni per andare in villa a passeggiare. Andare anche al lavoro. Tutte cose che non davo per scontate già prima ma che ora mi sembrano ancora più preziose. Utilizzando un’espressione comune sui social.. A cosa stai pensando…penso a tutte quelle cose come uscire, fare la spesa, muoversi girare che sono un diritto non scontato. Penso comunque a cose belle nell’affrontare questa quarantena. Sono con la mia famiglia. Con Elisabetta e Daniela anche questo non scontato. Abbiamo più tempo per stare insieme per fare tante cose e questo è bello. La famiglia piccola Chiesa in un momento in cui non possiamo andare. E’ lo spezzare il pane, tutti i giorni, al posto del segno dell’eucarestia. Il pane è una delle cose che sto facendo di più. E’ bello e forse qualcosa di mistico lo ha. Ho sempre pensato ai momenti storici passati con ammirazione pensando a chi li aveva vissuti. Mi sono chiesto da che parte sarei stato, come mi sarei comportato come un vile o un coraggioso. In testa la parte del coraggioso è la più ambita ma avendo in faccia la realtà le scelte sono meno facili. La paura, il coraggio, la tensione. Se dovessi scegliere una delle affermazioni ricorrenti del vangelo nella mia vita sceglierei “Coraggio sono io”. Quel coraggio e quella fede (tornando ad una delle domande poste) che mi sono stati insegnati o meglio fatti scoprire da Don Antonio quando eravamo piccoli adolescenti. Un momento di quel periodo che mi ricordo. La strada, via di Pietralata, per andare in chiesa e poi i pomeriggi in cappellina (quella dietra la sacrestia) a pregare in solitudine e silenzio. I tanti campi scuola fatti da catechista e da ragazzo. Pontelandolfo. Una storia comune tra noi. Ecco sono scolpite nelle roccia ed è in questo modo che ho scoperto l’amicizia di Gesù. E allora “Coraggio sono io, sono qui”. Via la paura, via i pensieri negativi e guardiamo avanti sapendo di essere nelle sue mani.”

Emiliano Panella

“Probabilmente, anche in questa occasione, mi confermo una persona che va in controtendenza. Forse perché preferisco che il mio pensiero si formi liberamente, senza quei condizionamenti che in realtà poi influenzano il nostro agire. Quindi a differenza di molti, vivo questo momento con estrema serenità. Non mi interrogo su quando tutto finirà, su come e quando avverrà la fase due, su come sarà la nostra vita quando ci saremo lasciati la pandemia alle spalle. Vivo e non sopravvivo. Certo anche io ho paura. E impossibile rimanere indifferenti . Non si può e non si deve! Ma non lascio che la paura, l’angoscia o l’incertezza prendano il sopravvento. Vivo le mie giornate mantenendo una certa routine: lavoro, casa, relax, famiglia . Eh si, la famiglia !!! Finalmente possiamo consumare i nostri pasti insieme, in tutta calma, posso sfornare dolci e pizzette che ho sempre desiderato imparare a fare, posso insegnare a mia figlia a giocare a ramino o vedere un film con mio marito, quello sconosciuto che per colpa di un lavoro impietoso e stressante trascorre la maggior parte del tempo lontano da noi. Senza alcuna difficoltà abbiamo creato una nuova quotidianità, quella a cui aspiravo solamente nei miei sogni più arditi. Ho tanto quindi per cui essere grata. E se il motto di molti è “andrà tutto bene “, quello del nostro don e “va già tutto bene”, il mio e “ nonostante tutto, non potrebbe andar meglio “.

Manuela

“Il mio cuore un altalena di emozioni e in questa altalena ci sono proprio tutti: la famiglia, gli amici, i colleghi, i conoscenti, gli sconosciuti, i dimenticati, gli ammalati, chi non ce l’ha fatta. Ho chiuso la porta ed ho spalancato tutte le finestre del cuore. Io resto a casa e nella mia casa é riuscita ad entrare la nostra comunità di San Michele, l’ho sentita tutta riunita, ne sono certa é la forza che alimenta la Chiesa lo Spirito di vita, di Gioia, di speranza. Ho chiuso la porta io resto a casa e ho spalancato il cuore.”

Marina Canu

“Usciremo da questo incubo in cui il nostro paese è precipitato e riprenderemo, anche se in maniera limitata, la vita di prima. Questo periodo ha portato tanta riflessione, riconquista di spazi dimenticati .Il mio pensiero è sempre orientato verso tutte le vittime…giovani papà, giovani mamme, personale sanitario.. e verso tutti i poveri e indifesi nonnini, un po’ abbandonati a loro stessi. Il mio pensiero va alla mia famiglia d’origine che è distante dalla città in cui vivo e che ormai non vedo da troppo tempo. Il mio pensiero va a tutti noi, con la speranza che dopo questo periodo possiamo veramente sperare di diventare persone migliori.”

Valeria Pera

“Il mio pensiero è su questa quaresima prolungata che stiamo vivendo. Abbiamo avuto un segno chiaro che ci può aprire nuovi orizzonti di vita, quello che facevamo quotidianamente si è improvvisamente rivelato nella sua drammatica verità: ci dedicavano al lavoro ma, spesso, con fini esclusivamente di lucro o di arrivismo senza perseguire l’obiettivo primario di fare il meglio in ogni attività come esempio di vita e condivisione sociale; rincorrevano piccoli oggetti, abiti alla moda, macchine ville, barche e viaggi senza capire che rappresentavano valori inutili per ciascuno di noi. Ci perdevamo dietro le partite di calcio o altri spettacoli e passavamo il tempo a litigare e a discutere attribuendo all’effimero un valore esagerato. Abbiamo offeso la natura per tanti anni rendendo l’ambiente in cui viviamo una palude piena di immondizie e di gas maleodoranti, trascuravamo i nostri cari dedicandogli solo piccoli ritagli di tempo E’ bastato un piccolo ed insignificante batterio a mettere in crisi le nostre false certezze di autonomia, noi così sicuri di tutto in ginocchio davanti a un nulla. Bene spero che la lezione sia arrivata e finalmente le coscienze si siano svegliate, spero che domani ciascuno si sveglierà ringraziando il Signore per una nuova giornata da vivere con diverse e più coerenti prospettive e ciascuno possa avere stampata nella mente l’immagine di un uomo provato e solo che, in mezzo ad una piazza desolata e vuota sotto la pioggia, richiama si di se tutti i Mali del mondo per esorcizzarli con una benedizione a tutta l’ umanità da portare in salvo su una barca che sembrava ormai destinata al naufragio.”

ANONIMO

Avvisi

Da oggi riprenderanno le seguenti S. Messe che potremo seguire sul canale YouTube di San Michele Arcangelo:
Sabato ore 19.00 animata da alcuni Scout
Domenica ore 11.00 animata da alcuni catechisti
La nostra Chiesa di San Michele Arcangelo rimarrà aperta nei seguenti gli orari:
Lunedi Sabato 8.00-9.30 e 17.30-19.30
Domenica 8.30-11.30 e 17.30-19.30

Vi riportiamo un estratto del Documento redatto dalla Conferenza Episcopale Italiana:

“Sino alla scadenza della proroga, riteniamo di poter continuare nella linea degli Orientamenti che abbiamo condiviso lo scorso 25 marzo, dove si propone che per un “minimo di dignità alla celebrazione, accanto al celebrante sia assicurata la partecipazione di un diacono, di chi serve all’altare, oltre che di un lettore, un cantore, un organista ed, eventualmente, due operatori per la trasmissione”.

Questa nostra linea, precedentemente concordata con la Segreteria di Stato, è stata assunta dalla Nota del Ministero dell’Interno del 27 marzo, che ribadisce: “Le celebrazioni liturgiche senza il concorso dei fedeli e limitate ai soli celebranti ed agli accoliti necessari per l’officiatura del rito non rientrano nel divieto normativo”.

Quanto alla possibilità per il fedele di recarsi in chiesa per un momento di preghiera personale, rimandiamo alla risposta pubblicata nel sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri (15 aprile), che per comodità trascriviamo: “Ci si può spostare per andare in chiesa o negli altri luoghi di culto? L’accesso ai luoghi di culto è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri tra i frequentatori la distanza non inferiore a un metro. È possibile raggiungere il luogo di culto più vicino a casa, intendendo tale spostamento per quanto possibile nelle prossimità della propria abitazione. Possono essere altresì raggiunti i luoghi di culto in occasione degli spostamenti comunque consentiti, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità, e che si trovino lungo il percorso già previsto, in modo che, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, si possa esibire o rendere la prevista autodichiarazione. Resta ferma tuttavia la sospensione di tutte le cerimonie, anche religiose.”