New Michel8 del 29 Novembre 2020

Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!.

Mc 13, 33-37

Oggi iniziamo il cammino dell’Avvento, che culminerà nel Natale. L’Avvento è il tempo che ci è dato per accogliere il Signore che ci viene incontro, anche per verificare il nostro desiderio di Dio, per guardare avanti e prepararci al ritorno di Cristo. Egli ritornerà a noi nella festa del Natale, quando faremo memoria della sua venuta storica nell’umiltà della condizione umana; ma viene dentro di noi ogni volta che siamo disposti a riceverlo, e verrà di nuovo alla fine dei tempi per «giudicare i vivi e i morti». Per questo dobbiamo sempre essere vigilanti e attendere il Signore con la speranza di incontrarlo. La liturgia odierna ci introduce proprio in questo suggestivo tema della vigilanza e dell’attesa.
Nel Vangelo Gesù esorta a fare attenzione e a vegliare, per essere pronti ad accoglierlo nel momento del ritorno. Ci dice: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento […]; fate in modo che giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati».
La persona che fa attenzione è quella che, nel rumore del mondo, non si lascia travolgere dalla distrazione o dalla superficialità, ma vive in maniera piena e consapevole, con una preoccupazione rivolta anzitutto agli altri. Con questo atteggiamento ci rendiamo conto delle lacrime e delle necessità del prossimo e possiamo coglierne anche le capacità e le qualità umane e spirituali. La persona attenta si rivolge poi anche al mondo, cercando di contrastare l’indifferenza e la crudeltà presenti in esso, e rallegrandosi dei tesori di bellezza che pure esistono e vanno custoditi. Si tratta di avere unosguardo di comprensione per riconoscere sia le miserie e le povertà degli individui e della società, sia per riconoscere la ricchezza nascosta nelle piccole cose di ogni giorno, proprio lì dove il Signore ci ha posto.
La persona vigilante è quella che accoglie l’invito a vegliare, cioè a non lasciarsi sopraffare dal sonno dello scoraggiamento, della mancanza di speranza, della delusione; e nello stesso tempo respinge la sollecitazione delle tante vanità di cui trabocca il mondo e dietro alle quali, a volte, si sacrificano tempo e serenità personale e familiare. È l’esperienza dolorosa del popolo di Israele, raccontata dal profeta Isaia: Dio sembrava aver lasciato vagare il suo popolo lontano dalle sue vie (cfr 63,17), ma questo era un effetto dell’infedeltà del popolo stesso (cfr 64,4b). Anche noi ci troviamo spesso in questa situazione di infedeltà alla chiamata del Signore: Egli ci indica la via buona, la via della fede, la via dell’amore, ma noi cerchiamo la nostra felicità da un’altra parte.
Essere attenti e vigilanti sono i presupposti per non continuare a “vagare lontano dalle vie del Signore”, smarriti nei nostri peccati e nelle nostre infedeltà; essere attenti ed essere vigilanti sono le condizioni per permettere a Dio di irrompere nella nostra esistenza, per restituirle significato e valore con la sua presenza piena di bontà e di tenerezza.

L’ANGOLO DELLE NOVITA’

Altra modifica riguarda il Gloria dove il classico «pace in terra agli uomini di buona volontà» è sostituito con il nuovo «pace in terra agli uomini, amati dal Signore».
Il Padre Nostro ed il Gloria sono le principali variazioni che riguardano il popolo e che quindi dovranno essere “imparate” da tutti.

Messaggio del Cardinale Vicario alle Famiglie e Preghiera di Affidamento a Maria

Carissime famiglie,
vi saluto con affetto. Penso continuamente a voi, in questo momento così particolare. Immagino la fatica di stare ai ritmi dettati da questo tempo segnato dal coronavirus: la scuola ad “intermittenza” dei figli, gli adolescenti in casa con poca voglia di partecipare a lezioni di didattica a distanza, la tristezza di non poter organizzare per loro neppure una piccola festa con gli amici, nemmeno in occasione della celebrazione dei sacramenti. Molti di voi lavorano in smartworking, mentre chi lavora in presenza, lo fa con mille timori di contagio; qualcuno purtroppo sa già che rischia di perdere il lavoro, o lo ha già perso e ha ricevuto aiuti insufficienti per far fronte alle necessità familiari. C’è la paura per la salute dei propri genitori anziani e per la situazione di solitudine che molti di loro sono costretti a vivere. È dura star dietro a ciò che ascoltiamo in TV e sui social, districarsi tra fake news e interpretazioni differenti su ciò che è opportuno o non opportuno fare; intanto il nervosismo tra la gente cresce, è sempre più diffuso. Non sappiamo come passeremo il Natale e quando finirà tutto questo.
Insieme con il nostro Vescovo Papa Francesco, vi proponiamo di affrontare questo momento facendo crescere la solidarietà tra di noi e la preghiera. Vi invitiamo ogni giorno a vivere un gesto di prossimità: un messaggio ad un amico per chiedergli “come stai?”, la telefonata ad un vicino di casa anziano, la spesa ad una famiglia in difficoltà. Lo abbiamo già fatto nel tempo del lockdown, continuiamo a farlo ora, per custodire relazioni umane tra di noi. Sono gesti semplici che però aiutano a vincere la tensione e ad alimentare la speranza.
Per la preghiera abbiamo inviato ai vostri sacerdoti un sussidio, da far pervenire a tutte le famiglie: ogni domenica potete trovare uno schema semplice per una piccola liturgia domestica e una proposta di catechesi da vivere con i propri figli.
Come sapete la festa dell’Immacolata Concezione è molto sentita dagli italiani e in particolare da noi romani, soprattutto dai nostri genitori e dai nostri nonni. Allora vi proponiamo per l’8 dicembre di rivolgere una preghiera di affidamento a Maria: in unione con Papa Francesco preghiamo per noi, per le persone che abitano nella nostra città, per la fine della pandemia. Ci mettiamo tutti sotto il manto della Madonna e insieme con lei ci stringiamo al Signore: sentiremo crescere la fraternità con tutti e si rinnoverà la forza per stare in piedi ed andare avanti Vi abbraccio, vostro

Angelo card. De Donatis

L’ANGOLO DELLE PROPOSTE

Vi invitiamo a proporre alla nostra Comunità un piccolo impegno per le settimane di Avvento, per prepararci insieme, anche se non sempre fisicamente vicini.
Proponeteci qualcosa che usate fare nelle vostre case, qualche gesto o “esercizio” semplice e concreto.
Qualcosa che possa aiutare tutti noi (adulti, giovani e bambini) a occuparci di Dio, di noi stessi e degli altri continuando a sentirci parte di una grande famiglia in un tempo speciale come lo è l’Avvento!
Potete inviare idee e riflessioni a Don Gian Marco! (335 5265709)
La prima proposta della settimana è questa:
“In questo strano periodo di blocchi e freni volevo far presente due attività:
– Con un gruppetto di persone ci colleghiamo via zoom settimanalmente, ad un orario preciso, e preghiamo il Rosario. E’ un modo per condividere la nostra fede e spiritualità.
– In casa con mia moglie, stiamo leggendo e commentando insieme il libro di Giobbe “

L’ANGOLO DEGLI AVVISI

Sabato 5, Domenica 6, Lunedi 7 e Martedì 8 Dicembre sarà presente una copia della Statua della Madonna di Medjugorje presso la nostra parrocchia.
Sabato 5 e Lunedi 7 dicembre la Chiesa sarà aperta dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.30.
Domenica 6 e Martedì 8 dicembre la Chiesa sarà aperta dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30. Ci sarà la possibilità di pregare personalmente.
Sabato 5, Domenica 6 e Lunedi 7 alle ore 18.00 si pregherà insieme il Rosario meditato.
Durante le S. Messe di Martedì 8 si reciterà insieme l’Atto di Affidamento scritto dal Cardinale Vicario di Roma